Ha progettato il parco per il Museo del Louvre a Lens, nel Nord della Francia, per cui ha ricevuto, assieme a Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa, il premio Équerre d’argent; ha disegnato il Phase Shifts Park sul sedime del vecchio aeroporto di Taichung, a Taiwan, ed è suo anche l’intervento per il giardino botanico di Bordeaux: Catherine Mosbach, architetto paesaggista, ha un portfolio di progetti che spazia da Oriente a Occidente. Dopo aver fondato, nel 1987, lo studio Mosbach Paysagistes, si è confrontata con progetti di diversa scala inaugurando un approccio più sensibile all’identità del luogo, uno dei meriti per cui nel 2019 ha ricevuto dal presidente della Repubblica François Hollande il titolo di Chevalier de la Légion d’honneur, la più alta onorificenza conferita dallo Stato francese.

Aver seguito progetti in diverse parti del mondo ha dato a Catherine Mosbach la possibilità di capire se l’approccio verso le foreste è simile o diverso, se ci sono punti di incontro e possibili travasi di conoscenza da una parte del mondo all’altra o, viceversa, se alcune soluzioni sono applicabili a ogni latitudine. Ne parla direttamente: “La questione principale è il rapporto che l’uomo ha quotidianamente con l’ambiente paesaggio. Oggi, sia in Occidente sia in Asia, le persone si comportano in modo da dominare ciò che non è loro. Qui o altrove abbiamo proposto diversi tipi di relazione con i mondi viventi, in un rapporto di scoperta e immaginazione. Qualunque sia la tradizione culturale, nel disegnare i paesaggi talvolta domina un principio di igiene esagerato, fino al punto di raccogliere, per esempio, le foglie morte – perché sono sporche – in un ambiente prevalentemente boschivo dove il sottobosco è una risorsa di microrganismi e favorisce la risalita dell’acqua. La chiave per un cambiamento di mentalità – per essere a proprio agio con ciò che non rappresenta noi stessi – sta nell’educazione fin dalla prima infanzia, in modo che le persone si allontanino dall’antropocentrismo e rispettino i cicli naturali in un rapporto creativo, piuttosto che di dominio”.

Ed è sempre grazie all’esperienza internazionale che Catherine Mosbach propone modelli virtuosi e percorsi e suggerimenti per cambiare rotta, nel nome della protezione delle foreste: “Secondo la nostra esperienza, è nei luoghi in cui le condizioni climatiche sono una questione di sopravvivenza che le iniziative sono più creative, piuttosto che in contesti in cui il comfort e la sicurezza economica sono più consolidati. Pensiamo, per esempio, all’Africa, che sta avviando una strategia di piantumazione da Ovest a Est per arginare l’avanzata del deserto. È necessario promuovere iniziative a livello continentale e urbano per sensibilizzare la popolazione sulla necessità di relazioni adeguate e di rispetto per il mondo vivente, oltre che per la specie umana. È qui che gli spazi urbani hanno un ruolo essenziale da svolgere, insegnando alle persone a condividere le risorse e a fare con piuttosto che fare contro”.

“Ma non bastano i paesaggisti che lavorano con architetti ispirati per creare un modello fertile e utile”, riflette Catherine Mosbach: “abbiamo bisogno di committenti ambiziosi, disposti a non ripetere ciò che viene fatto ovunque, dove la ripetizione e l’elargizione di risoluzioni tecniche senza interpretazioni sensibili non fanno altro che alimentare l’opposizione tra natura e cultura. Non c’è opposizione: l’uomo appartiene al regno naturale esattamente come le piante e dimenticarsene non porta a nulla, se non ai disordini climatici che si stanno vivendo ovunque”. Mosbach propone, in conclusione, una visione positiva, che deriva dall’esperienza di Bordeaux, dove il giardino botanico da lei progettato vent’anni fa ha superato le aspettative in termini di ‘galleria di ambienti’ e presenza di fauna, avvicinandosi proprio al concetto di foresta urbana: “Sono i metodi di progettazione e di disegno ad autorizzare o meno i processi di accoglienza degli esseri viventi – nel senso più ampio del termine – in aree compatibili con gli ambienti urbani. Le conoscenze scientifiche sono sufficientemente condivise a livello internazionale per essere accessibili a tutti i professionisti. Ma non bisogna dimenticare che ogni Paese e ogni luogo hanno la propria cultura, le proprie tradizioni e le proprie sfide tecniche, per cui un approccio dedicato e sensibile al contesto deve avere la precedenza sul cosiddetto stile internazionale”.
Bordeaux, Botanical Garden on the banks of the river Garonne, was created by Catherine Mosbach with the firm Jourda Architectes. It is divided into six landscapes, including a field of crops. Ph. Catherine Mosbach @adagp
Bordeaux, Botanical Garden on the banks of the river Garonne, was created by Catherine Mosbach with the firm Jourda Architectes. The ‘environmental gallery’ is typical of the region’s lands and flora, inaugurated 2002. Ph. Catherine Mosbach @adagp
Bordeaux, Botanical Garden on the banks of the river Garonne, was created by Catherine Mosbach with the firm Jourda Architectes. Ph. Catherine Mosbach @adagp
Bordeaux, Botanical Garden on banks of the river Garonne, was created by Catherine Mosbach with the firm Jourda Architectes. Ph. Catherine Mosbach @adagp
Louvre Lens Museum Park, Nord-Pas-de-Calais; a mine pit. The project develops the concept of museum-park, combining art, architecture, landscape, nature and urban history. Ph. Catherine Mosbach @adagp
Louvre Lens Museum Park, Nord-Pas-de-Calais, a walkway. It was completed in 2014. Ph. Catherine Mosbach @adagp
Louvre Lens Museum Park, Nord-Pas-de-Calais, a walkway; the project develops the concept of museum-park, combining art, architecture, landscape, nature and urban history. Ph. Catherine Mosbach @adagp
Louvre Lens Museum Park, Nord-Pas-de-Calais, a rainwater pond. Ph. Catherine Mosbach @adagp
Taiwan, Phase Shifts Park by Catherine Mosbach, Philippe Rahm and Ricky Liu; developed over an area measuring almost 67.4 hectares. Inaugurated 2020. Ph. Catherine Mosbach @adagp
Taiwan, Phase Shifts Park by Catherine Mosbach, Philippe Rahm and Ricky Liu. It includes various types of landscape and over 10,000 trees from 106 different species, 83% of which are native. Inaugurated 2020. Ph. Catherine Mosbach @adagp
Taiwan, Phase Shifts Park by Catherine Mosbach, Philippe Rahm and Ricky Liu ph. Victor Choaho Wu @adagp
Taiwan, Phase Shifts Park by Catherine Mosbach, Philippe Rahm and Ricky Liu ph. Victor Choaho Wu @adagp
Portrait of Catherine Mosbach, ph. Claude Waehemacker.
