“Inutilmente, magnanimo Kublai, tenterò di descriverti la città di Zaira dagli alti bastioni. Potrei dirti di quanti gradini sono le vie fatte a scale, di che sesto gli archi dei porticati, di quali lamine di zinco sono ricoperti i tetti; ma so già che sarebbe come non dirti nulla. Non di questo è fatta la città, ma di relazioni tra le misure del suo spazio e gli avvenimenti del suo passato.” Italo Calvino (Le città invisibili, Einaudi 1972) magistralmente condensa in una manciata di righe l’essenza di una città, che si esprime attraverso la relazione tra i suoi spazi e le storie che li hanno attraversati. Il quarto numero di humus® si interroga su questa relazione.